Mense scolastiche e sprechi alimentari

Refezione scolastica in Italia

Il 50% dei bambini con meno di 14 anni usufruisce della mensa scolastica e in media ogni alunno, nel ciclo della scuola dell’obbligo, consuma circa 2.000 pasti a scuola, merende comprese. Complessivamente si può ragionevolmente stimare che ogni anno a scuola si consumino 380 milioni di pasti all’anno, per un fatturato annuo di circa 1,3 miliardi di euro. Numerose le aziende che forniscono questi pasti ma sono quindici quelle che ne forniscono circa la metà.

 

Cosa si mangia a mensa

Secondo l’indagine condotta da Cittadinanzattiva nel 2014 rispetto ai prodotti alimentari usati quotidianamente emerge che circa il 76% delle mense del campione rispetti la stagionalità dei prodotti, e che nel 38% dei casi non si utilizzino prodotti biologici. Si garantiscono diete speciali per motivi di salute nell’82% delle scuole e per motivi religiosi nel 54%.

 

Quanto si spreca nella mensa scolastica

Dall’ indagine di Cittadinanzattiva risulta che in 13 regioni si utilizzino esclusivamente contenitori e stoviglie riutilizzabili. Nelle altre (Piemonte, Marche, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Campania, Sicilia e Molise) si usano sia contenitori riutilizzabili che mono uso, ad eccezione del Molise in cui si predilige sempre “l’usa e getta”. Inoltre, nel 70% degli istituti scolastici si usano tovagliette singole di carta.

Secondo i referenti delle mense scolastiche lo spreco di cibo si aggira mediamente intorno al 13%. Fra gli alimenti più sprecati, le verdure (23%), la pasta (19%), il pane (16%).

Anche riguardo a ciò che si beve è significativo sottolineare come nel 57% delle scuole partecipanti all’ indagine il 57% di esse utilizzano per bere solo acqua minerale.

 

Gli alimenti più amati dai bambini a mensa

Tra i cibi serviti a mensa, quello più amato è sicuramente la pasta , soprattutto al pomodoro o al ragù (36%). Seguono, ad una certa distanza, la pizza (16%), la carne panata (13%), i bastoncini di pesce (12%), le patate (fritte o arrosto, 11%).

 

Dove si mangia a scuola

Contrariamente a quanto si pensi, ben il 7% delle scuole non dispone di uno specifico locale mensa e si utilizzano a questo scopo altri ambienti della scuola come: le stesse aule dove si svolgono le attività didattiche quotidiane o alcune aule adattate a locale mense o l’atrio della scuola ecc.

 

Lo stato del locale mensa

Non sempre il locale adibito a mensa scolastica presenta caratteristiche di sicurezza e qualità soddisfacenti. Infatti, nell’11% dei casi l’ingresso alle mense presenta barriere architettoniche ma, cosa ancor più preoccupante, nel 21% di esse si sono riscontrate distacchi di intonaco (21%) e altri segni di fatiscenza come infiltrazioni di acqua, muffe, ecc. (15%). Nel 38% dei casi non sono state installate porte con apertura anti panico e questo potrebbe rallentare e rendere difficile una eventuale evacuazione per motivi di emergenza.

 

“La mensa che vorrei”

Milano, Bergamo, Mantova e Pavia: sono le province protagoniste di La mensa che vorrei, un progetto di educazione al diritto al cibo nato dal bando “Nutrire il Pianeta” lanciato da Fondazione Cariplo, Comune di Milano e Regione Lombardia. Tramite azioni di cittadinanza attiva e un percorso didattico costruito “a quattro mani” il progetto mira ad accrescere la qualità, la sostenibilità e la sicurezza delle mense scolastiche di 50 scuole italiane e brasiliane, attivando e sensibilizzando i cittadini e gli studenti lombardi sui temi dello spreco alimentare e del diritto al cibo.

 

In Brasile, nella regione Semiarida del Nordest del paese, si concentra il 66% della popolazione che vive in condizioni di povertà estrema. Il progetto mira a creare un collegamento tra i piccoli agricoltori e le mense scolastiche dell’area, con il duplice scopo di migliorare l’alimentazione degli studenti e di fornire uno sbocco ai prodotti agricoli delle comunità locali.

 

In Italia il collegamento con l’attività portata avanti in Brasile è garantito dall’azione di advocacy che ActionAid, Slow Food e Cittadinanzattiva hanno avviato per favorire un’azione pubblica e della società civile contro povertà ed esclusione sociale, in cui il diritto al cibo e le mense scolastiche occupano una posizione di primo piano.

In Lombardia, oltre a studenti e insegnanti delle scuole primarie italiane, beneficeranno dell’iniziativa circa 1800 genitori degli studenti coinvolti e 25.000 visitatori di Expo, che potranno prendere parte agli eventi di sensibilizzazione sul diritto al cibo e lo spreco alimentare organizzati a beneficio della cittadinanza. Nel 2015 il progetto prevede, infatti, due momenti all’interno dell’Esposizione Universale in cui alunni, insegnanti, genitori e dirigenti delle scuole coinvolte saranno invitati a partecipare attivamente a incontri di condivisione, gioco e apprendimento.

 

Il percorso didattico

ActionAid, Slow Food e Cittadinanzattiva hanno ideato per le scuole primarie lombarde il percorso didattico di cittadinanza attiva “La mensa che vorrei”, che porterà gli alunni ad interrogarsi su tematiche quali il diritto al cibo, lo spreco e la sostenibilità delle mense che frequentano ogni giorno attraverso laboratori ludico-didattici, monitoraggi e attività dedicate.

Il percorso è gratuito, si avvale di un kit didattico cartaceo ed è fruibile direttamente in aula dai docenti, che potranno avvalersi di una guida dettagliata e del supporto a distanza dello staff delle tre organizzazioni. Gli studenti avranno l’opportunità di entrare nel merito di alcune delle tematiche fondamentali di Expo 2015: Nutrire il pianeta. Energie per la vita e di approfondirle ulteriormente nel corso del 2016.

Fonte: Rapporto FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e AMGEN, 2011

Cittadinanzattiva, XII Rapporto nazionale “Sicurezza, qualità, accessibilità a scuola”, Rubbettino 2014